Un cheraschese prigioniero degli inglesi… nel 1368!

Un cheraschese prigioniero degli inglesi... nel 1368

La storia del cheraschese Oddino Ratti è una vicenda particolare, quella di un uomo che, per la sua fedeltà ai Visconti, fu detenuto per oltre due anni prima dai soldati inglesi di Edward Despenser e poi dai marchesi del Monferrato.

Nel maggio del 1366 Cherasco, insieme a Mondovì e Cuneo, si sottomise a Galeazzo Visconti, ma il dominio di questa signoria era destinato ad avere vita breve. Cherasco, insieme ad altre terre del Piemonte, rientrò infatti nella dote data da Galeazzo alla figlia Violante che il 5 giugno del 1368 andò sposa a Lionello duca di Clarence, figlio di Edoardo III d’Inghilterra. Lionello, però, morì improvvisamente.

Indigestione di tartufi o avvelenamento?

Il trentenne Lionello Plantageneto, primo duca di Clarence, morì ad Alba il 17 ottobre 1368, pochi mesi dopo aver sposato Violante Visconti. Il principe si ammalò improvvisamente mentre viaggiava in Piemonte, nelle terre ricevute in dote dalla moglie.  Secondo la versione ufficiale, il duca si sentì male a causa di un banchetto eccessivo, in cui erano protagonisti i tartufi, ma secondo altri era rimasto vittima di un avvelenamento.

Cherasco e le altre terre comprese nella dote di Violante caddero così in balìa delle milizie inglesi che scortavano Lionello, comandate dal capitano di ventura Edward Despenser. I soldati del duca morto si comportarono come i padroni dei territori piemontesi facenti parte della dote della sposa e, non avendo alcuna intenzione di restituirli a Galeazzo, si misero sotto la protezione del marchese di Monferrato, storico nemico dei Visconti. Per chi rimase fedele al signore di Milano si prospettarono quindi giorni neri e le conseguenze furono pesanti.

Edward Despenser rappresentato nel suo monumento funebre.

Una lettera antica di 655 anni

Conosciamo le disavventure di Oddino Ratti (la famiglia Ratti fu per secoli una delle più importanti di Cherasco) grazie alla copia di una lettera dell’11 aprile 1371, conservata nell’Archivio Storico del Comune di Cherasco. Con essa Galeazzo, signore di Milano, interviene in favore di Oddino Ratti, che è stato vittima dello stato di anarchia seguito alla morte del duca Lionello di Clarence,

Oddino è rimasto fedele ai Visconti e viene catturato dagli armigeri del fu duca di Clarence e condotto prigioniero ad Alba, per poi essere consegnato agli uomini del marchese di Monferrato, nemico giurato dei Visconti, con il quale si erano alleati i mercenari inglesi.

Oddino, mentre e prigioniero del marchese di Monferrato, viene torturato e lo si accusa di aver tentato di riportare Alba sotto il controllo delle forze fedeli al signore di Milano.

Per due anni e tre mesi resta detenuto in carcere, da cui riesce poi ad evadere, ma al ritorno a Cherasco scopre che alcuni, approfittando della sua lunga assenza, si sono appropriati di parte dei beni suoi e dei nipoti, dei quali è tutore.

L’ex prigioniero si rivolge quindi a Galeazzo Visconti, chiedendo di tornare in possesso delle sue proprietà e che i termini di prescrizione per fare valere i propri diritti siano prolungati per tutto il tempo in cui è stato detenuto.

Il signore di Milano, prendendo atto che il cheraschese ha subìto gravi conseguenze per la sua fedeltà alla casata viscontea (“pro volendo manutenere honorem nostrum”), accoglie pienamente le sue richieste e dà ordine che per mezzo del podestà di Cherasco a Oddino siano restituiti i beni suoi e dei nipoti.

Edward Despenser, capitano di ventura

Al centro dell’immagine, in piedi in una veste bianca e con l’Ordine della Giarrettiera, probabilmente Edward Despenser. Affresco nel Cappellone degli Spagnoli della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze.

Nato nel 1336 in un’importante famiglia nobile inglese, la sua carriera militare iniziò già nel 1355, quando prese parte alla campagna del Principe Nero in Guascogna durante la Guerra dei Cento anni. Il 13 novembre 1362 era a Londra quando Lionello di Anversa, figlio del re d’Inghilterra, fu creato duca di Clarence ed entrò poi nell’entourage del duca. Nel 1368 era il nobile di rango più elevato del gruppo che accompagnò Lionello a Milano per le sue nozze con Violante Visconti. Alla morte del duca di Clarence, Despenser si convinse che fosse stato avvelenato da persone legate ai Visconti. Di conseguenza entrò al servizio di papa Urbano V e combatté per lui e per Venezia contro i Visconti di Milano.

Il monumento funebre nell’Abbazia di Tewkesbury in Inghilterra (Author: Hugh Llewelyn from Keynsham, UK)

Nel gennaio del 1370 sconfisse le truppe viscontee nella battaglia di Castagnito e catturò il loro comandante, il condottiero Jacopo dal Verme; il Papa lodò il coraggio di Despenser nei combattimenti avvenuti tra Piemonte e Lombardia. Nel 1372 lasciò l’Italia e fu chiamato a combattere di nuovo in Francia, dove proseguiva la guerra dei Cento anni. Morì nel 1375, a soli 39 anni, in una delle sue tenute nel Galles. Fu sepolto nell’Abbazia di Tewkesbury in Inghilterra, dove ancora oggi è presente il suo monumento funebre.

Diego Lanzardo

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