Sibla 1929: il lancio dell’asino volante
Riguardo alla quarta edizione della Festa della Sibla, il 31 luglio 1929 il giornale “Il Quotidiano” pubblica un articolo a firma A.A.

La trascrizione del testo dell’articolo è la seguente: «Col concorso di numerosissimi forestieri venuti dai paesi circonvicini anche quest’anno i cheraschesi hanno voluto celebrare la storica festa della Sibla. Il piccolo vallone così denominato a ponente della città di fronte a Sant’Iffredo e San Gregorio (due di quattro borghi in cui anticamente Cherasco era divisa), coi suoi ruderi nascosti tra le acacie e col suo forte bastione “a barbacane” ricorda ancora oggi come ai tempi di Enrico II, figlio di Francesco I, i francesi guidati dal Maresciallo di Cossè, nel 1551, tentarono più volte, ma invano, di prendere la città. I cheraschesi pertanto, a ricordo dell’alto eroismo degli avi loro, per geniale iniziativa di alcuni volonterosi, vanno da quattro anni celebrando questa storica festa l’ultima domenica di luglio. Domenica quindi 28 e, verso le ore 17, formatosi in lungo corteo accompagnato dalla banda musicale e preceduto dai notabili del Borgo Barbacane ed Albero Fiorito, in costume ed a a cavallo, i nostri baldi giovani accompagnarono in “pompa magna” il più vecchio dei detti notabili sul posto della festa e lo proclamarono solennemente Re della Sibla col nome pomposo e grandioso di Pietro I il Grande! Verso le ore 18 vi fu un buffonesco e spettacoloso lancio dell’asino volante che ottenne lo scopo di suscitare la più viva ilarità dei presenti, mentre il popolo, accompagnato dalle note musicali, cantava “El dì d’la Sibla”, graziosa poesiola popolare piemontese, composta per l’occasione dal cav. Brogni e musicata dal maestro Ferrua, entrambi nostri egregi concittadini.

Lunedì 29 poi, vi fu la continuazione dei soli divertimenti popolari della festa a carattere campestre, e cioè gara al tresette, alle bocce, il gioco delle pignatte, la corsa nel sacco, quella colle carriole a mano ecc. ecc. non esclusa la tradizionale merendina consumata proprio sul luogo della Sibla dove tutti e specialmente i forestieri fecero a gara per formare la comitiva banchettante più numerosa e chiassosa.
Così i cheraschesi in questi due giorni di festa, riversatisi lungo e sotto i secolari viali che cingono la città e che l’ombreggiano meravigliosamente, ricordarono, in perfetta letizia, uno degli episodi più simpatici della storia della loro vetusta città».