I 100 anni della Festa della Sibla
Anche nel 2026, domenica 5 e lunedì 6 luglio in Piazza Giovanni Paolo II, si svolgerà la Festa della Sibla, che proprio quest’anno compie un secolo di vita. La manifestazione ha vissuto varie fasi e per lunghi periodi non si è svolta, ma la prima edizione fu organizzata nell’ultima domenica di luglio del 1926.
Questa volta facciamo un po’ di gossip, o di pettegolezzo per dirla con una parola italiana, e l’oggetto della nostra curiosità è proprio l’età della protagonista, la signora Sibla, la festa popolare che attraverso le generazioni è arrivata fino ai giorni nostri. Attempata ma sempre interessante, la nostra signora da 30 anni esatti è tornata a proporre i suoi momenti di incontro e divertimento per i cheraschesi.
Si sa, ormai su Internet si trova di tutto ed è proprio sulla grande rete informatica mondiale che passa il maggior numero di notizie e di pettegolezzi. E proprio lì, in un archivio digitale, abbiamo trovato un’indicazione sulla vera età della Sibla.
Gli articoli del 1928 e 1929
Leggendo le riproduzioni de “Il Quotidiano”, un giornale che veniva pubblicato in provincia di Cuneo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, ci siamo imbattuti in due articoli dedicati ai primi anni di vita della festa della Sibla.
Nel numero del 31 luglio 1928 in un ampio resoconto si legge che la festa «è venuta su da pochi anni gagliardamente, da quando cioè un gruppo di giovani del borgo “Barbacane” con a capo un infaticabile ed originale creatore, Carlo Raselli, ha pensato di dar vita al rudere di un muraglione che fu già parte delle vecchie fortificazioni cheraschesi», perché a quei tempi la Sibla si svolgeva nel Vallone dietro a Santa Margherita, dove nel Cinquecento erano stati respinti gli invasori francesi.
Dunque la festa era nata prima del 1928, ma quanti anni prima? Leggendo il numero de “Il Quotidiano” uscito esattamente un anno dopo, il 31 luglio 1929, troviamo la risposta: «I cheraschesi, a ricordo dell’alto eroismo degli avi loro», scrive il giornalista, «vanno da quattro anni celebrando questa storica festa l’ultima domenica di luglio».
Dunque se quella del 1929 era la quarta edizione, la prima si era svolta nel 1926.
Si legge ancora nell’articolo: «Domenica quindi 28 e, verso le ore 17, formatosi in lungo corteo accompagnato dalla banda musicale e preceduto dai notabili del Borgo Barbacane ed Albero Fiorito, in costume ed a cavallo, i nostri baldi giovani accompagnarono in “pompa magna” il più vecchio dei detti notabili sul posto della festa e lo proclamarono solennemente Re della Sibla».
L’asino volante

Nell'edizione del 1929 un asino vero fu fatto "volare" sopra le teste degli spettatori
In quella edizione vi fu uno “spettacolo” che oggi considereremmo una tortura nei confronti degli animali: «Vi fu un buffonesco e spettacoloso lancio dell’asino volante che ottenne lo scopo di suscitare la più viva ilarità dei presenti, mentre il popolo, accompagnato dalle note musicali, cantava “El dì d’la Sibla”, graziosa poesiola popolare piemontese, composta per l’occasione dal cav. Brogni e musicata dal maestro Ferrua, entrambi nostri egregi concittadini».
La Festa della Sibla proseguì ancora negli anni Trenta e poi, complice la Seconda Guerra mondiale, la manifestazione fu sospesa. Nel 1948 l’iniziativa venne riproposta, ma poi si interruppe nuovamente.
La rinascita con Attilio Costamagna e la frittata gigante

Il borgo della Barbacana nell'edizione 1979 della Festa della Sibla
Fu Attilio Costamagna, per tanti anni maestro della banda musicale “Monsignor Calorio”, amministratore comunale e infaticabile organizzatore di manifestazioni, che nel 1978 ripropose la tradizione. La Festa della Sibla si arricchì di un concorso gastronomico tra i quartieri della città, che quell’anno vide la vittoria del rione “Oltre le mura” con una frittata gigante di due metri e mezzo di diametro.
Seguirono altre edizioni caratterizzate dal re e dalla regina della Sibla, da serate danzanti, pranzi e cene con centinaia di persone partecipanti, grandi sfide a carte e a bocce, il raduno dei cheraschesi emigrati in altre località d’Italia e all’estero, oltre a nuove sfide gastronomiche. A metà degli anni Ottanta, però, la Sibla tornò di nuovo nell’oblio.
Nel 1996 una nuova rinascita
Esattamente 30 anni fa, nel 1996, un gruppo di giovani, guidato ancora una volta da Attilio Costamagna, ripropose la storica festa, ancora ben presente nel ricordo di tante generazioni di cheraschesi. L’iniziativa ebbe successo ed è poi proseguita fino ad oggi come momento di incontro tra cheraschesi “storici” e le tante persone che negli ultimi anni hanno scelto la nostra città come luogo di vita.
La Festa della Sibla, anche se non è alla centesima edizione, è arrivata comunque a registrare i suoi 100 anni di storia.
Diego Lanzardo